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Il parto: naturale, cesareo o in acqua?
In casa è già tutto pronto: dalla cameretta ai vestitini, dai pannolini ai primi giochi. Dopo nove mesi di attesa, i genitori non ne posso più: è arrivata l’ora di conoscere il piccolo ospite, protagonista assoluto della loro nuova vita!
Insieme a questo desiderio, man mano che si avvicina il momento del parto, un’ansia comprensibile investe le mamme, soprattutto le primipare, che non sanno ancora a cosa vanno incontro. Come sarà l’esperienza del parto, e quale scegliere: quello naturale, il cesareo o il parto in acqua?
Se non ci sono precise indicazioni del ginecologo, la scelta è assolutamente personale. È un diritto delle mamme poter scegliere il tipo di parto che più le rassicura, ed è perciò importantissimo avere un’idea chiara di cosa comportano le varie alternative.
Il parto naturale è generalmente il preferito dai medici, qualora non intervengano complicazioni “in corso d’opera” e qualora il piccolo si presenti nella posizione “giusta” al momento della nascita, detta “cefalica”, ovvero a testa in giù. È il parto più diffuso ed è utilizzato fin dall’antichità, quando non c’erano i mezzi per praticarne altri tipi. Se è il dolore a spaventare le primipare, basti sottolineare che questo varia da donna a donna, così come assolutamente soggettivi sono la durata e l’intensità del travaglio. Inoltre, al giorno d’oggi, in molte cliniche e in qualche struttura ospedaliera è possibile ricorrere all’epidurale, un’anestesia locale che elimina la sensibilità al dolore durante il parto ma mantiene la donna cosciente, o ci si può affidare ai vari metodi di parto cosiddetto “dolce”, dove la mamma può scegliere la posizione in cui partorire, in assoluta naturalezza. Alcuni psicologi, tuttavia, considerano il dolore un’esperienza fondamentale nel parto, controbilanciato dalla gioia di tenere il piccolo neonato tra le braccia. Inoltre, dopo la fase espulsiva e il secondamento (ovvero l’espulsione di tutti gli annessi fetali), il dolore termina e il fisico della mamma è subito attivo, pronto per prendersi cura del bebè.
Tra i metodi di parto dolce, è in rapida diffusione anche in Italia quello in acqua. Questo tipo di parto non comporta alcun rischio, anzi, è ritenuto molto naturale sia per la mamma sia per il piccolo, che passa senza alcun trauma dal liquido amniotico al liquido contenuto nella vasca. La temperatura dell’acqua è di 37°, simile a quella corporea, al fine di rilassare in modo più efficace la muscolatura e i tessuti.
Il parto cesareo consiste in un vero e proprio intervento chirurgico, e si rende necessario in tutte quelle occasioni in cui il parto naturale è ritenuto a rischio, sia per la mamma sia per il bimbo (gravidanza gemellare, precedente parto cesareo, e così via). Si effettua in anestesia locale, nella maggior parte dei casi, e permette quindi alla donna di essere cosciente durante questa esperienza senza sentire dolore. Il decorso post-operatorio, tuttavia, può essere più faticoso rispetto al caso del parto naturale, dati i fastidi derivanti dai punti di sutura della ferita.
È importante per le mamme scegliere consapevolmente il tipo di parto che più le rassicura, per affrontare nella maniera più serena possibile un momento così magico e indimenticabile.

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