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La magia del mito rivive a Natale con Santa Claus (il nostro Babbo Natale)

Sfoggia una folta barba canuta, è simpatico e panciuto e di professione elargisce regali per la gioia di ogni bambino. Forse non tutti sanno che il buon, vecchio Santa Claus non è sempre stato così.


Chi era il piccolo Nicola


C’era una volta, tantissimo tempo fa, un bimbo chiamato Nicola, che viveva in Turchia. Il suo nome, dal greco, significava letteralmente “eroe della gente”.
Era l’amico che tutti vorrebbero – quello pronto a lasciarti l’ultima fetta di torta – e, ben presto, forte di questa innata bontà si unì alla Chiesa locale.
Il destino di Nicola era quello di rendere felici le persone.

Babbo Natale in una cartolina giapponese del 1914. Via Wikimedia


Il racconto del pover’uomo e delle sue tre figlie


Giovanissimo divenne vescovo e fece della sua vocazione un mestiere.
Con indosso una lunga veste purpurea corredata di cappellino dello stesso colore, galoppava di villaggio in villaggio per aiutare gli altri. In uno di questi udì la triste storia di un brav’uomo che aveva tre figlie, ma era così povero da non riuscire più a sfamarle. Il vescovo venne mosso a pietà e, una notte, decise di lanciare tre sacchi pieni d’oro dalla finestra della loro casa. Le prime due notti tutto filò per il verso giusto, ma la terza la finestra venne chiusa dal padre, a causa del gran freddo. Nicola, però, non era certo tipo da darsi per vinto! Si arrampicò sul tetto e, lesto, fece scivolare l’ultimo sacchetto giù per il camino; questo planò diritto in una delle calze delle tre figlie, lasciata lì ad asciugare. Il racconto delle gesta di Nicola fece il giro dei villaggi, così le persone cominciarono a stendere le loro calze vicino al fuoco, sperando di ritrovarle traboccanti di doni il mattino dopo. E vennero accontentate dal nostro eroe, che, amante delle sorprese, consegnava i suoi regali di notte, quando tutti dormivano.


Da San Nicola a Santa Claus


Quando morì, Nicola divenne il patrono dei bambini – i più felici di ricevere doni, ovviamente – e, nel corso del tempo, la sua figura assunse connotazioni pagane finendo per somigliare più a Odino che a un santo! Durante la Riforma Protestante e con l’abolizione del culto dei santi, ci si domandò a chi spettasse l’onere di portare i doni, la notte della Vigilia. Gesù – ancora neonato – non sembrava affatto l’opzione migliore. Ecco come fu ripristinata la figura di Nicola, in una veste più nerboruta e autorevole, capace di spaventare anche i bambini più cattivi. La leggenda del santo varcò ogni confine fino in America, dove venne trapiantata dagli immigrati olandesi col nome di Sinterklaas.
Da qui all’americanizzazione in Santa Claus il passo è stato breve.   

Rappresentazione di Sinterklaas in Olanda. Via Wikimedia


Babbo Natale esiste o No?


Noi di Original ci sentiamo di rispondere con un sonoro sì. Babbo Natale esiste nella misura di ogni nostro gesto di gentilezza e nel caparbio desiderio di non volersi lasciar alle spalle quelle favole che hanno reso magica la nostra infanzia; nell’ostinarsi a veder il mondo con un pizzico di candore e la capacità di meravigliarsi, creder ancora in qualcosa che non può essere spiegato razionalmente. Per questo è sempre valido il consiglio di lasciare la sera della Vigilia un piattino di biscotti con un bicchiere di latte caldo accanto al fuoco e d’infilarvi sotto le coperte, fiduciosi del suo arrivo.

Fonti: 1, 2

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