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Zitti, zitti, presto a letto, la Befana è qui sul tetto!

Swosh, swosh. La Befana è, come da tradizione, colei che, a cavallo della sua mirabolante scopa, spazza via tutte le feste. Qualche bimbo la teme e molti altri la adorano! Ma vi siete mai chiesti da dove trae origine il mito?


I Re Magi e la Dolce Vecchina


Leggenda vuole che i Re Magi, diretti a Betlemme per onorare il neonato bambin Gesù, abbiano chiesto informazioni a una vecchietta che abitava lungo la strada. La donnina, rinomata per la sua gentilezza, non seppe dar loro risposta, ma invitò i tre uomini a rimanere per la notte. Il mattino seguente i Magi, grati dell’ospitalità offerta, le chiesero di unirsi a loro per omaggiare il piccolo. La sua risposta fu negativa: da solerte massaia, era troppo indaffarata in casa – secondo tutti la più bella del villaggio. Dopo che se ne furono andati, la signora si pentì e corse fuori a cercarli. Era notte e, non sapendo quale bimbo fosse Gesù, lasciò un piccolo cesto di dolciumi sulla soglia di ogni casa nelle vicinanze. Da quel giorno, la notte di ogni 5 gennaio, la vecchina si prodiga in quest’offerta per i bambini di tutto il mondo.

Baba Jaga


Una lontana parente della Befana è la Baba Jaga polacca. Avanti con gli anni come la controparte made in Italy, adora svolazzare su un mortaio – il pestello ne è una sorta di timone – e ogni tanto si diletta con qualche scherzetto ai danni del malcapitato viaggiatore di turno: armata della sua magica scopa di betulla, cancella infatti strade e sentieri! Viene di solito ritratta come una saggia dispensatrice di consigli, ma solo se chi ne fa richiesta è puro di cuore e in cerca della verità. Per questo spesso affianca gli eroi nelle favole del folklore.


La Famigerata Calza


Se è vero che l’Epifania tutte le feste porta via, è altrettanto vero che, per farsi perdonare, lascia ai bimbi buoni una calza colma dei loro dolciumi preferiti. E, come noto, non può mancare un pezzino di carbone – temutissimo! – per i più monelli. Una piccola curiosità: spesso, oltre al carbone, la Befana ama sorprendere i suoi bimbi variando un po’, per cui, se siete stati birichini, potreste trovare nella vostra calza un sacchetto di paglia o di cenere!


Riti e festività in ogni parte d’Italia


Ogni regione vanta una speciale rosa di tradizioni con cui celebrare l’Epifania.
In Veneto si usa ‘brusar la vecia’, ovvero costruire un fantoccio di stracci a immagine e sembianza di una vecchia e farlo incendiare dai piccini del paese, per propiziare la fertilità dei campi e salutare l’anno trascorso. In Friuli-Venezia Giulia, invece, è diffuso il cosiddetto lancio delle cidulis, di origine celtica, che vede i giovani riunirsi in un luogo all’aperto e lanciar in cielo una rotella di legno dopo avergli appiccato fuoco. Si usa gridare il nome del proprio innamorato e, se la rotella si spegne prima di atterrare, la storia sarà caratterizzata da insidie e tradimenti; nel caso, invece, plani senza che il fuoco si sia spento, l’amore sarà felice e sincero. A Urbania, infine, in provincia di Pesaro, sorge una vera e propria ‘Casa della Befana’. I bimbi mandano lettere alla vecchina per tutto l’anno, ricevendo ovviamente risposta. Dal 2 al 6 gennaio, tutto il paese esplode in un turbinio di feste ed eventi a tema.

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